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Salento è...

Il Salento

SALENTO E' ...STORIA ARTE E CULTURA
Le Civiltà Passano e Lasciano le Orme...
A Noi L'Arte e La Storia.

Greci, romani, bizantini, normanni e aragonesi hanno costituito, nel corso dei secoli, la storia e la natura stessa del Salento, rendendolo sempre più territorio di confine e di notevole rilevanza strategica e commerciale.Ogni popolo ha lasciato nel Salento i propri segni e non vi è luogo, cittadino o rurale, che non conservi ancora il ricordo dei suoi antichi costruttori.Muretti a secco, menhir, dolmen, promontori di avvistamento (specchie) e frantoi ipogei sono i testimoni più antichi dei messapi, popolazione di lingua illirica arrivata nel Salento all'inizio del I millennio a.C.
I messapi costituirono un ampio territorio denominato Grecìa Salentina il quale si è andato sempre più restringendo fino ad arrivare agli attuali otto comuni nei quali, oggi più che in passato, si sta rivalutando l'antica lingua locale: il griko.
Antiche cattedrali, palazzi, castelli e torri di guardia sono, invece, ciò che resta dell'esperienza normanna e aragonese.
Masserie, fortificate e non, sono il segno della storia costruita passo dopo passo dai contadini che hanno tracciato, nei secoli, l'aspetto paesaggistico del territorio rendendo ora poetico un terreno per lungo tempo impervio e duro da lavorare.Infine, la storia del Salento si è manifestata nelle opere dei numerosissimi artisti che hanno saputo adattare alla loro terra ciò che essa gli poteva dare (la pietra leccese) con immenso gusto e creatività
Il Barocco Leccese è ora il cuore del paesaggio artistico salentino. Non esistono chiese, porticati, colonnati o altro tipo di abbellimento architettonico, che sebbene realizzati in periodi differenti non sintetizzino appieno lo spirito che fu degli artisti salentini a partire dal 1600.
Lecce è, anche in questo senso, la vera capitale del Salento. Bastano pochi esempi e una passeggiata nel centro storico attorniato dalle mura cinquecentesce volute da Carlo V per imprimere nella memoria la magnificenza delle realizzazioni del Barocco Leccese."UN CARNEVALE DI PIETRA SIMULA IN MILLE GUISE L'INFINITO" La penisola salentina, come ogni terra carica di sole, ne conserva il colore ed il calore regalando al visitatore un soggiorno ricco,tanto da rendere di gran lunga superiore le proprie aspettative.


SALENTO E'...MUSICA
La Musica Popolare del Salento.

Da alcuni anni chiunque decida di passare le proprie vacanze nel SALENTO non puo' fare a meno di trovarsi di fronte a un modo nuovo del tutto inedito si "socializzare". Che cosa succede nel SALENTO!? Voci festose, suoni e danze ammiccanti, musiche cadenzate dai tamburelli giungono inaspettatamente alle orecchie, destando un senso nuovo di socialita', il bisogno comunitario della festa. Questa percezione , in SALENTO, si estende nell'aria a ogni pie' sospinto, come una malattia: e' il virus di una nuova arte che contagia chiunque ne venga a contatto. Si chiama pizzica pizzica , un nome dolce e rovente allo stesso tempo. La pizzica pizzica e' probabilmente la piu' antica forma di tarantella che si conosca, e tra le sue specificita' accompagna la danza; ma mentre la musica rimane sempre la stessa, la danza varia perche' variano le sue finalita'. Esistono cosi' la pizzica-tarantata,la pizzica de core e la pizzica-scherma.

La pizzica tarantata e' una danza terapeutica che prende origine dall'antichissimo rito di guarigione dei tarantati e dal loro pellegrinaggio del 29 giugno presso la cappella di San Paolo a Galatina. Secondo le antiche tradizioni il morso della tarantola provocava uno stato di malessere in tutta la persona; per guarire da esso occorreva sottoporsi ad una sorta di esorcismo popolare; il tarantato mimava prima la danza della tarantola, si identificava con essa, poi la costringeva via via a ballare con lui imponendole il propio ritmo, fino a farla morire. A tal fine venivano chiamati i suonatori, i quali, per provocare la danza risanatrice, dovevano esplorare e individuare la melodia adatta al caso, cioe' quella che legava tarantola a tarantolato; e solo dalla loro abilita' dipendeva il successo della guarigione.La pizzica-tarantata ha continuato a essere praticata sempre meno, fino alla recente scomparsa. Ma oggi permane nella memoria della gente, e la sua musica risanatrice viene riproposta in concerti e spettacoli, assieme alle danze.

La
pizzica de core (o di corteggiamento) si danza, oggi, soprattutto in occasione di feste popolari e viene ballata da tutti, grandi e piccoli, diventando espressione di sentimenti di gioia, amore, corteggiamento, entusiasmo, passione. Secondo le indicazioni dei piu' anziani, in questa danza e' l'uomo che, saltellando con maestria, gira intorno alla donna, che invece mantiene un atteggiamento fiero e staccato e si serve del fazzoletto come elemento di contatto e di cominicazione; la gestualita' dell'uomo e della donna tradisce l'intenzione di un contatto costantemente rinviato.

La
pizzica-scherma e' una danza di sfida che si e' conservata negli anni in occasione della festa di San Rocco a Torrepaduli, e deriva da un antico rito di sfida al coltello, praticato dagli zingari rom. Passata la mezzanotte tra il 15 e il 16 agosto si formano grandi ronde di suonatori di tamburelli,ed all'interno di queste, mentre viene scandito l'incessante ritmo delle pizziche salentine, si alternano coppie di danzatori-sfidanti, che, dopo un invito definito da una particolare stretta di mano, iniziano una danza schermata, con attacchi e parate simulate dalle dita delle mani puntate come coltelli, che si conclude puntualmente con l'eliminazione di uno dei due contendenti. Mentre continua la gara di resistenza dei suonatori, le sfide proseguono fino all'alba.

Pizzica-tarantata, Pizzica de core, pizzica-scherma, tre danze con un comune denominatore:il bisogno di liberazione degli affanni quitidiani e dalle oppressioni di varia natura, la risposta contro il livellamento culturale e il tentativo di cancellare le diversita' attuato dai mass-media. Ed ecco allora folte di giovani e meno giovani che affollano piazze, pub, teatri, e qualsiasi altra struttura che proponga concerti di musica popolare, innescando irrefrenabili momenti di festa collettiva.

E' questo forse quel che succede nel SALENTO.



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